Lunedì 27 e martedì 28 in piazza Hortis, jazz, soul e afro per ... tutti i gusti

26/07/2009 17:13

Lunedì 27 luglio il Festival si riaffaccia al territorio, così generoso di talenti, con due concerti in piazza Hortis: apre l'ICS Quartet, composto da quattro musicisti che di "regionale" hanno sicuramente soltanto la provenienza geografica: Flavio Davanzo (tromba, oltre che leader del progetto ed autore delle musiche), Giuliano Tull (sax), Simone Serafini (basso); Luca Colussi (batteria) sono delle figure di riferimento assoluto per il jazz non solo dell'area del triveneto e hanno tutti in comune una straordinaria attitudine all'improvvisazione e alla ricerca di nuove formule stilistiche.
Flavio Davanzo è un artista di fama nazionale che annovera, tra le sue collaborazioni, nomi come Tony Scott, Paul Jeffrey, Enrico Rava, U.T. Gandhi, Giancarlo Schiaffini, Luca Calabrese, Sebi Tramontana, Beppe Caruso, Pietro Tonolo, Marcello Tonolo, Glauco Venier, Alberto Mandarini, Lauro Rossi, Nevio Zaninotto, Daniele Dagaro, Giovanni Maier, Sandro Gibellini, Andrea Allione e molti altri. Attivo anche nel repertorio classico, è abile e innovativo arrangiatore e compositore. Giuliano Tull collabora da anni con i migliori musicisti della regione e non solo, e ha preso parte ai migliori festival jazz sul territorio nazionale e internazionale (S. Anna Arresi, Winne, Pisa, Kragulievac): la sua versatilità lo porta a suonare con le più diverse formazioni strumentali. Simone Serafini vince nel 2005 in premio Paul H. Jeffrey e sin da giovanissimo suona con importanti musicisti di livello nazionale; tra gli altri collabora con Orchestra Sinfonica del Friuli Venezia Giulia, Big Band del F.V.G., Big Band di Pn, Phophonix, Francesco Bearzatti, Tristan Honsinger, Enrico Sartori, Michael Gibbs, U.T. Gandhi, Aljosa Jeric, Scott Steen, Mike Applebaum, Tino Gonzales, Tom McClure, Dean Brown, Massimo Bertagna, Keith Dunn, Laurent Mercier, Enrico Crivellaro, Giovanni Maier, Roberto Dani, Nicola Fazzini, Riccardo Chiarion, Dario Carnovale, Giorgio Pacorig, Paolo Vianello, Nicola Bottos, Yuri Dal Dan, Daniele Dagaro, Nevio Zaninotto, Bruno Cesselli. Moltissime le sue tournèe in tutto il mondo, anche insieme al batterista Luca Colussi. Quest'ultimo è un'altra sicurezza assoluta della realtà musicale della regione, e travalica ormai i confini nazionali ed europei. Ha suonato con David Occhipinti, Andy Gravish, Roberto Ottaviano, Marco Tamburini, Renato Chicco, Fabrizio Bosso, Robert Bonisolo, Pietro Tonolo, Giovanni Maier, Glauco Venier, Attilio Zanchi, Marc Abrams, David Boato, Nevio Zaninotto, Daniele D'Agaro, Dario Carnovale e moltisismi altri.In netto contrasto è lo spirito di Al Castellana & Soul Combo (Marco Vargiu, basso; Jimmy Bolco, batteria; Amir Caralic, chitarre; Stefania Camiolo, voce; Silvia Zidaric, voce; Daniele Dibiaggio, keys) che seguono nella serata: performer, autore e arrangiatore, Al Castellana è il "re" indiscusso del soul; la sua carica d'energia è incontenibile e passa con disinvoltura dagli stilemi della musica nera a quelli del rap e del rhythm&blues, rigorosamente italiani. Un concerto che si attende dunque travolgente, con l'artista più ispirato della black music nostrana. Un fuoriclasse triestino, che ha pubblicato il suo primo disco solista "Niente di Nuovo" nel 2000, per Jackpot Records, ma ha al suo attivo numerosi "featuring" con artisti hip hop (da Fabri Fibra a Tormento) e che pochi anni dopo (2006) ha fondato il Soul Combo (naturale evoluzione di Soulest, progetto immortalato nella compilation "01" del 2002, per Pianeta Zero) assieme a Nick Ardessi (giovane polistrumentista di talento) e Janfree (eclettico musicista, showman e cabarettista). Un team di produzione conosciuto ed apprezzato a livello nazionale, basato sulla grande
passione per la Musica Nera e definito "Il miglior Funk made in Italy".
 
 
Martedì 28 luglio l'accento cade ancora su due concerti di natura, intento e provenienza affatto diversi: in piazza Hortis, a partire dalle 21.00 si esibisce il trio di Roberto Magris (pianoforte), Max Sornig (contrabbasso) e Drago Gajo, (percussioni). L'ensemble è composto da vecchi amici, jazzisti di lunga data, che si ritrovano assieme per ripercorrere alcuni classici del be-bop e del mainstream jazz. Roberto Magris, da diversi anni attivo ai più alti livelli sulla scena internazionale del jazz, ha collaborato ed inciso, tra gli altri, con Art Davis, Idris Muhammad, Herb Geller e Tony Lakatos. Ha sostenuto concerti e tourneè in oltre 30 paesi, suonando in tutta Europa, in Asia, Africa, Australia, America Latina, Canada e negli USA, nei più famosi jazz-club di Los Angeles e Kansas City. Max Sornig da oltre quarant'anni è uno dei più assidui esponenti della scena jazz triestina, sia come musicista partecipe di innumerevoli jam-sessions con musicisti italiani e stranieri, che come promotore dell'Antro del Jazz. Drago Gajo è uno dei nomi storici del jazz sloveno, anche grazie all'attività ultra-ventennale del suo Jazz Club Gajo a Ljubljana, dova ha suonato ed inciso con numerosi solisti internazionali di passaggio in Slovenia, tra i quali Woody Shaw, Sheila Jordan, Dusko Gojkovic.
A seguire un progetto che ci porta lontano, con Nah Jay-Jay Afro Jazz Band (Tommaso Bisiak, flauto; Henri Dissake, percussioni; Alessandro Petrussa, percussioni; Clarissa Durizzotto, sax; Nah Jay-Jay, basso, pianoforte, voce; Tiziano Bole, chitarra; Paolo Calella, percussioni).La congiunzione tra il patrimonio storico musicale africano e la modernità del sound occidentale è alla base dell'affascinante progetto di Nah Jay-Jay, musicista, autore, compositore e poeta, innamorato del fascino dell'espressione della cultura nera e di tutte le sue possibili re-interpretazioni. Diplomato all'Istituto delle Arti di Abidjan, Nah Jay-Jay prosegue la sua esperienza formativa ed artistica in Francia, dove si perfeziona e si distingue come ricercatore delle arti in via di estinzione, e dove ha la possibilità di collaborare con molti illustri musicisti ed artisti dei diversi continenti. Le sue ricerche musicologiche sono rivolte ai metodi e ai codici espressivi delle diverse forme artistiche del continente africano, nel tentativo di reinterpretarli usando gli strumenti contemporanei della civiltà europea.Tutti gli appuntamenti di TriesteLovesJazz sono a ingresso libero.
TriesteLovesJazz 2009 - terza edizione

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