Il festival internazionale Trieste Loves Jazz giunge nel 2009 alla sua terza edizione: promosso dal Comune di Trieste nell’ambito di Seresatate, organizzato assieme a Casa della Musica / Scuola di Musica 55, e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia e di CRT Fondazione, il Festival offre un palinsesto fitto di appuntamenti all’insegna della qualità. Trieste Loves Jazz 2009 si alterna, tra il 14 luglio e il 15 agosto, tra la centralissima Piazza Hortis e l’immancabile scenario della splendida Piazza Unità, che vede protagonisti alcuni artisti d’eccezione assoluta, veri protagonisti della storia del jazz -e non solo- internazionale (programma completo del festival su www.triestelovesjazz.com).

 

Ad aprire il Festival un evento attesissimo e d’eccezione, organizzato da Azalea Promotion, che Trieste Loves Jazz ha il piacere di ospitare: si tratta di Carlos Santana (14 luglio, piazza Unità): una leggenda della chitarra, che da oltre quarant’anni accompagna e appassiona decine di generazioni. In Supernautral. A trip through the Hits Santana ripercorre tutti gli idiomi musicali che hanno segnato la sua lunga carriera: rock, jazz, blues, soul, caratteri musicali latini e tutte le culture d’oltreoceano riconoscono a pieno titolo la musica di Santana come una “colonna sonora” del mondo. E un evento “ideale”, fortemente voluto dalla Città, chiude simbolicamente il festival, rendendo omaggio alla carriera, al talento e alla creatività di un grande artista triestino: Lelio Luttazzi. Il 15 agosto, in piazza Unità, Luttazzi sale sul palcoscenico con il suo sestetto a consacrare l’affetto e la simpatia che la sua città vuole, una volta di più, testimoniargli.

 

Ma altri e numerosi sono i grandi nomi di Trieste Loves Jazz, che abbracciano generi diversi: domenica 19 luglio, ancora in piazza Unità, arriva un “pezzo” fondamentale della storia della musica del Brasile: lo storico percussionista Duduka Da Fonseca è leader di un progetto di livello straordinario, che ospita tra gli altri Eddie Gomez (contrabbassista di valore assoluto, autore ed interprete di pagine fondamentali della storia del jazz), ed è dedicato al “padre” della musica brasiliana, sicuramente tra le figure più affascinanti dello scenario sudamericano di tutti i tempi: Tom Jobim. Con DaFonseca e Gomez sul palcoscenico sono Dick Oatts (sax), Toninho Horta (chitarra e voce), Maucha Adnet (voce) e Helio Alves, pianoforte.
Maceo Parker è protagonista con il suo gruppo venerdì 24 luglio, in piazza Unità: un vero “guru” del sax, nessuno mai come lui ha saputo elevare lo strumento a risultati così straordinari: dopo oltre quarant’anni di carriera i suoi esperimenti creativi e rivoluzionari continuano a “fare storia”.
“Cantare una musica eseguendola come se fosse suonata”: questa l’essenza di un ensemble di fama mondiale – tra i più accreditati complessi vocali al mondo – che riempie di magia ed eleganza piazza Unità domenica 26 luglio: gli Swingle Singers. La loro tecnica vocale è impeccabile, così come la fusione e la ricerca timbrica, tanto da poter interpretare Bach e il jazz, Ellington e Mozart con la stessa magica originalità; un fondatore e mentore artistico d’eccezione – Wart Swingles – supporta ancora il gruppo dall’esterno con la sua preziosa consulenza.  

La centralissima piazza Hortis, come nelle edizioni precedenti, fa da sfondo ad altri appuntamenti che prendono il via giovedì 16 luglio con Auer Delago duo “Living room” (evento in collaborazione con il Forum Austriaco di Cultura di Milano): Christoph Pepe Auer al clarinetto basso e Manu Delago all’hang drum regalano un insieme di sonorità del tutto inusuale. Si tratta probabilmente del primo duo al mondo di questo genere, che presenta una performance stupefacente e quasi ipnotica per la ricerca di una timbrica del tutto inusuale. È poi la volta di Gaia Cuatro un quartetto “diviso” tra Argentina e Giappone (Gerardo di Giusto, pianoforte; Aska Kaneko, violino; Carlos “el tero” Buschini, basso; Tomohiro Yahiro, percussioni). L’arte dell’improvvisazione per i Gaia Cuatro è vera eccellenza: la loro è una musica totalmente inedita, ma allo stesso tempo sorprendentemente familiare grazie alla sua la naturalezza ed eleganza. Il Park Stickney Trio si esibisce il 17 luglio, sempre in piazza Hortis, grazie anche all’Associazione incontro e Tatiana Donis: Park Stickney all’arpa EA; Dino Contenti al basso e Gigi Biolcati, alle percussioni son un ensemble di straordinaria originalità. Il leader è Stickney, strumentista tra i più eclettici (dalla classica, al jazz, al rock) che ha suonato nei festival di tutto il mondo. Subito dopo il duo formato da Arrigo Cappelletti, pianista e compositore tra i più noti del jazz italiano, e Andrea Massaria, tra i migliori chitarristi: con loro Michele Rabbia, percussionista di fama europea, eclettico performer e artista multimediale. Un appuntamento “speciale” quello del sabato (18 luglio), con Touch ‘n Go USAFE Band, l’ensemble di musica popolare dell’United States Air Forces in Europa: jazz, rock, e R&B della migliore musica americana.

Lunedì 20 luglio
il festival torna in piazza Unità con Brenda Rattray Jazz Gospel band (con il patrocinio dell’USCI): sensibilità, ispirazione, energia e introspezione sono le chiavi espressive del personalissimo jazz gospel della Rattray. Con lei il Trieste Gospel Choir, formato da parte del coro triestino Soul # e da alcuni partecipanti al masterclass con la cantante, organizzato dall’Associazione ArmonicaMente. Martedì 21 luglio, in piazza Hortis si esibiscono Elena Camerin e Nicola Fazzini Quintet feat. Ron Horton, in un programma dedicato alle contaminazioni tra jazz e letteratura (American lessons) e Seven Steps, un gruppo di musicisti attivi nella Svizzera italiana, che propone un programma di brani originali: con loro la tromba inconfondibile di Fabrizio Bosso. Il giorno dopo tocca al latin jazz di Neil Angilley Trio (che vede ospite anche il percussionista Davide Giovannini, triestino di nascita ma londinese d’adozione e jazzista internazionale di prim’ordine) e alle forze mitteleuropee dell’Alpe Adria Ensemble, formato da cinque artisti di primo piano, provenienti da Italia, Slovenia, Austria, Ungheria.

E ancora: il Mama Trio feat. Gianni Cazzola (blues, brani originali e vari standards con il particolare intervento dell’organo) – il 25 luglio; Al Castellana (capostipite e maggiore esponente della scena soul italiana) con Soul Combo (il 27); il 29 luglio, il duo di Klaus Paier, accordion, bandoneon e Asja Valcic al violoncello, fatto di  elementi percussivi frenetici, di passione intima e purismo ben ponderato (concerto in collaborazione con Forum Austriaco di Cultura Milano), seguito da Roberto Magris, Max Sornig, Drago Gajo Trio, ensemble all’insegna del divertimento, tra alcuni classici del be-bop e del mainstream jazz. L’Ics Quartet, il 27 luglio, è un quartetto tutto regionale di nuova generazione, il Fabio Jegher, Doug Webb Quartet feat. Emilio Soana – in collaborazione con Amici della Gioventù Musicale – propone standard e brani originali spaziando dal jazz latino, al mainstream; BandOrkestra 55 diretta da Marco Castelli feat. Martin Lubenov, un’orchestra di 16 elementi, imprevedibile e divertente che spazia tra swing, ska, atmosfere etniche, boogie-woogie, afro, latin e reggae, propone a Trieste un CD di prossima uscita per CNI (Bandando); il pianoforte solo di Igor Solo che con sensibilità e chiarezza propone un tributo a Keith Jarrett (17 luglio).
Infine ancora il Casual Cluster Quintet (uno stimolo d’innovazione sul territorio jazz nazionale e non solo), i Fankalooba, giovani promesse triestine, i nuovissimi Smooth Project (band nata nel 2008), il Riccesi – Zanoner 4tet (ancora ottime forze della regione), il Nah Jay-Jay Afro Jazz Band in una suggestiva reinterpretazione della cultura nera e di tutte le possibili chiavi di lettura, e il Virutrio, recente trio di jazz-rock triestino.

A chiudere, tra i fuochi d’artificio di ferragosto, gli Overfunk and friends, tra black music e funky, dance e tante contaminazioni: una festa finale, ancora nel nome della qualità.

 

A latere degli eventi musicali il Festival vede anche l’assegnazione del Premio “Franco Russo”: in memoria del grande musicista triestino Franco Russo, la moglie, Silvia, assegna annualmente una borsa di studio ad un giovane strumentista che si sta distinguendo per l’impegno, la passione ed il talento nello studio della musica jazz.

 

Tutti gli appuntamenti di TriesteLovesJazz sono a ingresso libero, tranne il concerto di Carlos Santana (www.azalea.it).

 

Nella foto: Swingle Singers